Pionieri

Il legame tra la terra e la cooperativa  nasce nella distesa che si affaccia subito dopo la villa comunale. Un piccolo pezzo di terra che il coraggio, l’intraprendenza del dott. Matteo Colacchio, assieme a Gustavo Cogna, spinti dalla necessità di dare stabilità ai contadini che lavoravano i propri campi e la sera stanchi della fatica, contenti e orgogliosi del loro lavoro, si vedevano depauperati da gente scaltra e malandrina, che voleva approfittare della buona fede e dell’ignoranza per ricavarne profitto, così che alla fine agli agricoltori rimaneva ben poco.

Matteo Colacchio nacque nel 1911 quando l’agricoltura rappresentava  l’80% del P.I.L. nazionale e dava lavoro a circa  il 90% della popolazione. Si diplomò da  Geometra nel 1929, figura professionale con specifiche competenze nelle operazioni topografiche di misurazione dei fondi rustici e nella stima del loro valore, in grado anche di progettare edifici civili e rurali, seguirne la direzione dei lavori ed esperto nelle tecniche di coltivazione.
Sempre vicino al mondo contadino per l’attività di agrimensore, comprese che bisognava migliorare e potenziare il settore agricolo per evitare che le famiglie abbandonassero le proprie terre attratte dal lavoro nelle fabbriche del Nord.

I vigneti a conduzione familiare, di ridotte estensioni, coltivate senza mezzi tecnici moderni, con produzioni finali spesso scadenti e poco selezionate, difficili da collocare sui mercati in modo economicamente soddisfacente, tutti fattori negativi tipici  delle  zone  agrarie  della “ Capitanata “,  lo  indussero a  cercare  e, insieme  al prof. Alfredo Cogna, caro amico, animato dalla stessa visione e, purtroppo soltanto per un breve periodo, primo Presidente, a individuare nella COOPERAZIONE AGRICOLA la formula giusta che tutelasse gli agricoltori e valorizzasse al meglio il frutto del loro sudore e del loro lavoro.

Nel 1960, dopo non poche difficoltà dovute alla paura per le novità e cocciuti rifiuti causati dalla naturale diffidenza del contadino del Mezzogiorno, dall’unione di circa 50 soci vide la luce la COOPERATIVA AGRICOLA FORTORE.
Ricoprì la carica di Presidente della Cooperativa che diresse con serietà e dedizione fino alla morte. Mise a disposizione dell’azienda le proprie innate competenze  manageriali riconosciute a livello nazionale ed internazionale.